STRACCIARTE

La novella è semplice e ci parla di generosità ed ingegno. Si tratta di una delle versioni della storia del costume di Arlecchino:
In una scuola, in qualche angolo del mondo non meglio precisato, un gruppo di bambini festanti organizzava il carnevale. C’era chi, con in mano un pezzo di stoffa rosa, sognava di diventare per un giorno la più bella delle principesse, chi invece voleva essere un moschettiere e chi ancora un antico romano…ma…
Nel bel mezzo di tanto vociferare e di tanta gioia, c’era, ricurvo sul suo banchetto, un bimbo in lacrime. Lui, orfano di padre non poteva permettersi il lusso di tanta stoffa da utilizzare per un costume di carnevale, la madre era una povera donna che sbarcava il lunario rammendando vestiti per le famiglie più abbienti.
Mossi a commozione, tutti i piccoli compagni di classe decisero di regalargli un pezzetto della loro stoffa.
…il bimbo felice e grato per l’inaspettato dono corse a casa e diede alla madre la sua nuova “ricchezza”; lei esaminò con attenzione quel variopinto mucchietto di stracci e poi, con grande ingegno e maestria cucì quello che, ancora oggi è considerato uno dei più belli costumi di tutti i tempi.
Il racconto ha già ispirato l’artista Christian Costa che nel 2007 ha realizzato il suo Arlecchino. StracciARTE è la riproposizione dell’opera di Costa nel contesto del Carlevè monregalese con un inedito allestimento curato dalla Piccola Galleria Materica e con il contributo artistico di Massimo Martinelli che ha fornito una sua grande “Pittura Industriale” realizzata nel 2006.
Il luogo è quello della stazione di Breo della funicolare. L’occasione è quella di meditare sullo stato dell’arte: stracciata, rifiutata, ma sempre riciclabile, qualora si abbia ancora voglia di cogliere la bellezza delle piccole cose.
L’allestimento è una diretta citazione della Venere degli Stracci (Michelangelo Pistoletto, 1967), rivista in chiave minore e adattata al carnevale. La Piccola Galleria Materica propone ai visitatori la possibilità di interagire con l’opera: basta portare dei vecchi abiti ad Arlecchino (meglio se da bambino) per far crescere la dimensione della generosità e dell’arte. Tutti i vestiti raccolti verranno poi donati all’Associazione Caritas e al Volontariato Vincenziano (Punto Fraternità).